LA PSICOLGIA
La parola psicologia deriva dalla parola ‘psyché’ (anima) e logos (discorso). La psicologia si occupa dello studio della mente umana.
La psicologia moderna ha origine nel 800. Prima della psicologia, la fisiologia si occupava di studiare le funzioni della mente.
Il filosofo Aristotele (384-322 a.C) é stato il primo a studiare la mente e la natura umana. Secondo Aristotele l’anima é analizzata attraverso le sue funzioni: anima vegetativa, sensitiva e intellettiva. Aristotele si dedicava allo studio delle funzioni vitali (crescere, sentire, pensare).
Cartesio filosofo francese (1596-1650), studiava i comportamenti umani con l’interazione tra anima e corpo.
Fechner (1801-1887) primo scienziato a intraprendere ricerche in laboratorio di carattere psicologico. Secondo la legge di Weber Fechner la mente viene studiata attraverso la misurazione della diversa sensibilità agli stimoli. Attraverso questa legge, per la prima volta si tentò di descrivere il rapporto fra l’intensità oggettiva di uno stimolo e la sensazione a esso corrispondente.
La prima scuola di psicologia nacque a opera di Edward Titchener che definisce questo approccio “strutturalista” perché aveva come obbiettivo l’indagine della struttura della mente.
Il funzionalismo é la teoria dell’evoluzione di Charles Darwin. Nasce negli Stati Uniti il , conosciuto come Scuola di Chicago. Darwin ipotizza che il comportamento umano dovesse essere considerato come un processo di adattamento dell’organismo all’ambiente.
Comportamento e neocomportamentismo
Nel 1913 nasce il comportamentismo quando John Broadus Watson pubblicò un articolo in cui sosteneva che la psicologia per diventare una scienza sperimentale avrebbe dovuto concentrarsi su ciò che é direttamente osservabile in maniera oggettiva cioè il comportamento manifesto.
Il neocomportamentismo si spinse oltre e indagò anche le componenti psicologiche non manifeste, che agiscono tra lo stimolo e la risposta e che possono influenzare e modificare il comportamento. Per questo, oltre alla relazione stimolo-risposta il neocomportamentismo studia anche le spinte, i bisogni e le motivazioni alla base dei diversi comportamenti.
la Gestalt
In Germania tra la fine dell’800 e gli anni 30 del Novecento nacque una corrente psicologica chiamata Gestalt, cioè “ psicologia della forma”. Gli studiosi della Gestalt si concentrarono su ciò che accade quando un soggetto percepisce un fenomeno basandosi sul principio secondo il quale “ il tutto è diverso dalla somma delle singole parti “. Ciò che conta è la visione d’insieme, per questo essi analizzarono il procedimento di unificazione formale delle diverse percezioni che avviene nella nostra mente.
il cognitivismo
A partire dal neocomportamentismo si sviluppò un nuovo orientamento: il cognitivismo. I cognitivisti si concentrarono sui processi cognitivi e paragonarono il funzionamento della mente umana nel modo di elaborare le informazioni a quello di un computer. Il comportamento umano è pertanto concepito come una serie di atti guidati da processi cognitivi, dei quali è importante il tempo di reazione: quanto più lungo, tanto più tali processi saranno numerosi e complessi.
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