IL PROCESSO PERCETTIVO E LE VARIE TEORIE

Il processo percettivo consiste nell'elaborazione e interpretazione rapida degli stimoli sensoriali, permettendoci di interagire con la realtà. Grazie alla percezione, possiamo "vivere" esperienze complesse, come quella di un tramonto, dove vediamo i colori del mare e del sole, sentiamo il rumore delle onde e percepiamo l'odore della salsedine. Questo processo include due capacità fondamentali:

  1. Unificazione, che consente di avere una percezione unitaria della realtà anche quando gli stimoli sensoriali sono diversi e molteplici.
  2. Interpretazione, che ci permette di comprendere correttamente l'ambiente circostante, come nel caso di un sasso che, se interpretato correttamente, ci fa evitare una puntura di riccio di mare.

Hermann von Helmholtz sviluppò una teoria empiristica della percezione, sostenendo che la nostra percezione della realtà si basa sull'esperienza derivante dai contatti con il mondo esterno. Secondo lui, le sensazioni che arrivano al cervello in forma frammentata vengono associate e integrate grazie alle conoscenze pregresse. Ad esempio, riconosciamo un libro come piatto, rettangolare, con pagine bianche e righe scure, grazie alla nostra esperienza. Helmholtz suggerisce che le percezioni sono ipotesi o previsioni inconsce, che la mente formula basandosi sull'esperienza, poiché i segnali sensoriali sono parziali e incompleti. Questo implica che le nostre percezioni non sono mai del tutto certe e che il mondo reale e quello percepito non sempre coincidono.

secondo tale teoria la percezione è un processo:

ATTIVO: poiché il il soggetto organizza i dati sensoriali

INDIRETTO: in quanto la percezione si basa su conoscenze pregresse ed è il frutto di ragionamenti inconsapevoli.

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